Frasi di Luciano Guareschi
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El xe un omeneto fin: el magna le cape pevarasse co forcheta e cortel
È una persona fine: mangia le vongole usando forchetta e coltello.
Ricordo con nostalgia le indossatrici degli anni Sessanta: sorridenti, scivolavano leggiadre e leggere come libellule sulla passerella e sembrava non la toccassero affatto. E vedo quelle di oggi, con quel cipiglio da incazzate, con quella stupida andatura a passo incrociato che di tanto in tanto le fa incespicare, e alzano le ginocchia, e percorrono la corsia con la grazia di un artigliere da montagna che s'inerpica sulla mulattiera portando sul groppone un mortaio da 80 millimetri. E ogni tanto tirano telefonini in testa alla cameriera.
Se, dopo avere incassato una trentina di euro per una medicina, il farmacista risponde con un gioioso "Salute" al tuo gentile "Buonasera", tu non devi illuderti: ti sta solo prendendo per i fondelli.
Mi è stata aumentata la pensione di ben 19 euro mensili. Una pacchia. Per festeggiare l'avvenimento mi sono concesso l'acquisto di una confezione di salmone affumicato. Prima di aprirla, ho dato un'occhiata all'etichetta, e così ho notato l'elenco degli ingredienti: "Salmone, sale, fumo". Fumo? E come mai non si evidenzia che il fumo uccide, come nei pacchetti di sigarette?
Ieri mattina ho perso ben due ore a pulire quattro o cinque seppie. Alla fine, mentre mi lavavo le mani, mi sono sorpreso a pensare che sarebbe stato meglio evitare le seppie a getto d'inchiostro e comprare quelle laser. Poi sono uscito dall'appartamento per fare due passi e nell'ascensore, dopo aver premuto il pulsante del piano, ho cercato il tasto "invio", senza trovarlo, naturalmente. Così, ho deciso di tenere spento il computer per qualche giorno per disintossicarmi. Questa roba l'ho scritta a manina, con la biro. Ma un paio di volte ho cercato il comando "salva".