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Frasi celebri di Lev Nikolaevic Tolstoj

Scrittore, filosofo, educatore e attivista sociale , nato martedì 9 settembre 1828 a Jasnaja Poljana (Federazione Russa), morto domenica 20 novembre 1910 a Lev Tolstoj (Federazione Russa)
Questo autore lo trovi anche in Racconti.

Scritta da: dangerousstar
- Qualsiasi guadagno che non corrisponde al lavoro impiegato è disonesto.
- e chi definisce la corrispondenza?
- Il guadagno per via disonesta, dovuto all'astuzia - disse Levin, sentendo di non essere in grado di definire con chiarezza la demarcazione tra onesto e disonesto - come il guadagno degli sportelli bancari - proseguì. - Questo male, l'accumulazione di enormi patrimoni senza lavoro e com'era al tempo degli appalti, si è limitato a mutare di forma. "Le roi est mort, vive le roi". Non hanno fato a tempo a eliminare gli appalti che sono comparse le banche; si tratta sempre di guadagno senza lavoro.
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    Scritta da: dangerousstar
    Com'è possibile che non trovi irritante proprio questa ostentazione? Tutte queste persone, come i nostri esattori, fanno i soldi in modo tale che, mentre li guadagnano, si meritano l'altrui disprezzo, non tengono in alcuna considerazione questo disprezzo e poi, con i quattrini guadagnati in maniera disonesta, si affrancano del disprezzo di prima.
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      Scritta da: dangerousstar
      Si può restare seduti per ore, incrociando le gambe, sempre nell'identica posizione, se si sa che nessuno c'impedisce di cambiare questa posizione, ma se si sa che si deve rimanere così, senza scampo, allora cominceranno i crampi e le gambe diventeranno impazienti di muoversi.
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        Scritta da: dangerousstar
        Il padre e il professore erano tutt'e due scontenti di Sereza, e infatti il ragazzo studiava male. Ma non si poteva dire che fosse poco intelligente. Al contrario, era più intelligente di tutti quei ragazzi che il professore gli portava ad esempio. Ma non poteva imparare quel che gl'insegnavano perché nella sua anima c'erano bisogni differenti da quelli che supponevano i suoi maestri. Aveva nove anni, era ancora un bambino, ma conosceva la sua anima e la proteggeva come la palpebra protegge l'occhio, e non vi lascia entrare nessuno che non avesse la chiave dell'amore. I maestri si lamentavano che non volesse studiare, ma la sua anima era assetata di sapere. E imparava da Kapitonyc, dalla bambinaia, da Nadenka, da Vasilij, e non dai maestri.
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