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Scritta da: Giuseppe Sardo
Il miglior libro che posso leggere, è un quaderno bianco.
La speranza mi indica una strada. La certezza un altra. Il dubbio un altra ancora. Inizio il mio cammino perché ognuna, anche se con tempi di percorrenza diversi, mi porterà alla meta.
Della vita prendo tutto. Quello che non mi serve oggi mi servirà domani.
Se non imparo a nuotare, affogherò nel mare di tristezza che ho dentro. Tutte le mappe mi dicono che all'orizzonte di ogni oceano, c'è sempre un approdo.
Ognuno di noi è genitore di due figli: Gioia e sua sorella Dolore. Come ogni buon padre di famiglia cerco di essere più comprensivo e paziente con chi mi da più problemi.
L'orgoglio è la maschera della debolezza.
Mi fermo un attimo. Sento il cuore battere, il respiro vivo: allora ce la posso fare.
La verità è un immagine riflessa della nostra coscienza.
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    Scritta da: Giuseppe Sardo
    Quando conosciamo qualcuno, all'inizio è come quando uno si sveglia e apre gli occhi. Prima di abituarsi alla luce forte (la conoscenza) deve passare tempo. Il passaggio dal buio (la non conoscenza) alla luce (la conoscenza) deve avvenire in modo graduale, soft, senza fretta, altrimenti la luce subito forte da fastidio, abbaglia, non si riesce a tenere gli occhi aperti. Questa è una metafora per dire:
    "prima di poter cogliere l'essenza della luce, bisogna saper cogliere l'essenza dell'alba".
    Per questo è bello scoprirsi gradualmente... ogni giorno scoprire sempre di più: io di te e tu di me.
    Composta martedì 15 settembre 2009
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      Scritta da: Giuseppe Sardo
      Viviamo in un epoca dove gli incontri e le nuove conoscenze (grazie anche ai nuovi mezzi di comunicazione - vedi facebook) sono all'ordine del giorno. Paradossalmente, queste opportunità, è come se ci distraessero, facendo spostare sempre avanti l'attenzione, il traguardo. Spiego meglio: Conosciamo una persona, conosciamo un altra persona ecc. Inconsciamente siamo consapevoli che non è difficile conoscere altre persone. Ecco perché sempre inconsciamente, sapendo che è così facile, ad ogni nuova conoscenza, non diamo il meglio di noi, sia nel fare emergere le nostre qualità, sia nel coglierle nell'altro/a. Ecco... perché siamo perennemente insoddisfatti, guardiamo sempre al prossimo/a da conoscere, ignorando magari... l'essenza della persona che è davanti a noi, facendola passare... senza coglierla. Ecco perché paradossalmente se fosse difficile fare nuove conoscenze, quando capiterebbe di conoscere qualcuno, si avrebbero più stimoli e motivazioni a non fallire la rara opportunità, e quindi a far emergere le nostre qualità e a cogliere quelle dell'altro/a: In altre parole, penso che alla base della perdita di valori nei rapporti umani oggi freddi e superficiali, ci sia proprio questa "facilità" che alla fine snatura l'essenza dell'amicizia.
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