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Le migliori frasi di Giuseppe Catalfamo

Attendo sempre una nuova passione., nato sabato 6 ottobre 1962 a Genova (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Indovinelli, in Poesie, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Proverbi.

Scritta da: Giuseppe Catalfamo
Hai mai osservato
dall'alto la via principale d'una metropoli?
... e una colonia di formiche su un muretto di campagna?
Hai mai osservato
l'atteggiamento d'un sedicenne che vuol far colpo sulla coetanea?
... e un pavone che s'accende facendo la ruota?
Hai mai osservato
gli occhi lucenti di una madre che allatta il suo pargolo?
... e un fenicottero che col becco alimenta il pulcino?
Hai mai osservato
parlamentari e senatori che piglio assumono dai loro seggi?
... e dei maiali che mangiano in un porcile?
Composta lunedì 16 novembre 2009
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    Scritta da: Giuseppe Catalfamo
    Caro Gesù Bambino,
    avevo impugnato penna e calamaio per scriverti la letterina di Natale con anticipo avendo da porti un paio di quesiti sperando nel regalo di Tue risposte.
    Lo farò più tardi, un lampo nei pensieri e vorrei io darti un consiglio.

    Tu certamente conosci il documento "Crimen Sollicitationis" redatto l'anno della mia nascita (1962)
    Che per vent'anni il capo della direttiva fu il capo odierno della Tua chiesa e nel 2001 ha emesso un secondo documento che non rinnova per nulla il primo, anzi.

    Caro Gesù quindi non essendomi mai fidato dei tedeschi per lo più se confinanti con l'Austria, mi permetto di consigliarti d'indossare mutandine di latta nella mangiatoia.
    Composta domenica 12 settembre 2010
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      Scritta da: Giuseppe Catalfamo
      Sì, lo so, capita anche a te, forse fa parte di te.

      Cammini saettante nella via gremita,
      occhi a ore 12 puntati all'invisibile orizzonte,
      non vedi gente intorno a te, neanche lontani miraggi.
      La tua giornata talmente ha carpito i tuoi sensi
      che l'incedere da bersagliere t'appartiene.
      Probabilmente hai già onorato i tuoi impegni,
      sono le 17.00 ed è già tramonto ma sei fagocitato dai verbi "andare" "fare".
      Quel vivere dov'è assurdo anche il pensare
      dell'esistenza del dogma "contemplare".

      Fermati un istante!

      Chiediti dove sto andando, non il perché, solo dove.
      Ora rallenta e ascolta i tuoi passi e guarda quel che vedi.
      Osserva le mattonelle in marmo del palazzo che il tuo giubbotto rasenta, guarda il cielo, la luna, le sfumature delle cose odora,
      guarda con ammirazione, cazzo!
      Rilassati percependo le tue gambe che muovono perché la tua mente lo vuole.
      Ammira l'armonia degli alberi nel viale non chiedendoti troppo perché la natura è così magniloquente.

      Godi dei tuoi sensi.
      Non farli stagnare per fatue distrazioni.
      Potrebbero morire!
      Composta mercoledì 30 dicembre 2009
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