Frasi celebri di Francesca Genna

Impiegata, nato venerdì 26 maggio 1967 a Trapani (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Poesie, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Fragolosa67
Io sono come la sirena muta della fiaba. Non ho una "voce": Non canto e non suono. Così ho imparato che c'è un altro modo di comunicare e sono le parole scritte. Con quelle sono diventata come Nausicaa! Mi piace incantare con i miei versi che hanno suoni e musica. A volte cerco Ulisse per trasformarmi poi in Medea e pietrificarlo con il mio sguardo.
Le parole sono un'arma, la più bella che abbiamo. Ci salvano e ci mostrano orizzonti infiniti.
Finché abbiamo una storia da raccontare ci siamo ma, per una storia ascoltata, dimentichiamo di essere fiaba e ci innamoriamo per sempre.
Sì, perché la fiaba esiste. È la nostra vita che afferriamo ogni giorno e consumiamo attimo per attimo. Eppure, siamo un respiro. L'amore meraviglioso è Ulisse che si aggrappa a noi e non ci vuole lasciare perché ci ama e per fermarci ci fa madri. La vita è piena di colpi di scena e i protagonisti siamo tutti in destini differenti se pur complici e incastrati in una giostra che a tempo si ferma per farci scendere dal cavallo. Momentanei padroni di questa terra cerchiamo il nostro posto da condividere e rispettare sotto lo stesso cielo, il mare, guardando il domani.
Francesca Genna
Composta giovedì 26 giugno 2014
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    Scritta da: Fragolosa67
    Il suo viso si stagliava contro la luce che penetrava dalla finestra. Mi travolgeva l'odore del suo profumo mischiato al sapore di pulito che esalava inebriante dalla camicia azzurra di morbido cotone. Le sue mani accarezzavano il calice del vino come se volessero accarezzare me e assaporarmi. M'ipnotizzavano, avrei voluto essere in quel momento creta fra le sue mani farmi modellare come a lui piaceva. Sapevo che dal momento in cui mi avrebbe toccato, tutte le mie certezze sarebbero svanite, e quasi d'istinto allontanai la mano dal tavolo..., lui come se mi avesse letto nel cuore, afferrò le mie dita portando il palmo della mia mano alla sua bocca. Labbra calde e umide mi assaporavano. La mia pelle e la sua unite. I miei occhi si riempirono di lacrime. Finalmente era mio mi dissi e non importava quanto avevo penato e sofferto. Ora mi apparteneva come una seconda pelle. Lui, era il mio sangue che correva nelle vene e faceva battere il mio cuore dando aria alla mia anima.
    Francesca Genna
    Composta domenica 18 maggio 2014
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      Scritta da: Fragolosa67
      Un violino stonato suona stasera per me. Lo senti è lo stridire di crine increspate da anni di liti con te. Perché noi? Perché? Non ci abbiamo creduto! Non abbiamo voluto! Guardami ora e ascolta con me queste note che suonano quanto mi hai incatenato sono l'amore che come un cavallo corre lontano da qui! Un violino, solo un violino per dirti che sei la fine e il principio di un sogno proibito e le note impazziscono perché non ci sei. Perché? Amore perché? Prendimi, lasciami ma non te ne andare. Mi fai soffocare senza di te. Il tuo respiro echeggia nell'aria è questo vulcano che esplode per te. Amami un solo momento. Ti prego un solo momento. Poi te ne vai. Amore del mai.
      Francesca Genna
      Composta mercoledì 14 maggio 2014
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