Frasi di Fabio Privitera

Consulente informatico, nato lunedì 24 aprile 1978 a CATANIA
Questo autore lo trovi anche in Poesie, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Fabio Privitera
Accade che possiamo essere colti da emozioni contrastanti. Gioia e sofferenza si mescolano come l'acqua con l'olio, formando quelle zone di confine che non si riescono a distinguere nettamente. Così ti sposti da un umore all'altro, sempre riferiti allo stesso momento, allo stesso ricordo, allo stesso giorno in cui coincidenze felici e dolorose si incontrano e il tuo sentimento non sa da che parte stare, e si ritrova a camminare sul bordo, incerto dell'emozione che sta provando.
Fabio Privitera
Composta sabato 3 ottobre 2015
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    Scritta da: Fabio Privitera
    L'amore non è un rischio, ma una vocazione umana. La sofferenza in amore, infatti, ha origine solo quando o manca l'amore o esso è vissuto male, proprio perché amare e condividere sono insiti nella nostra natura e, quando non possiamo esplicare qualcosa di così radicato nel nostro essere, soffochiamo. La soluzione non è amare. Sarebbe solo un soffocare più lento. La soluzione non c'è perché amare non è un problema. Amare è la vita, è rispettare profondamente se stessi e gli altri nel modo più naturale, senza pretendere e senza negarsi o proteggersi. Può far paura, ma ne hanno tutti ma il solo modo per vincere la paura è essere e questo implica amare. Sono due cose inscindibili.
    Fabio Privitera
    Composta lunedì 5 ottobre 2015
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      Scritta da: Fabio Privitera
      Prendiamo ad esempio i pezzi di un puzzle. Uno può pensare che per sentirsi intero debba incastrarsi con qualcun altro, ma guardiamo bene come sono fatti questi pezzi. Per incastrarsi ognuno deve già avere determinate caratteristiche (quelli che erroneamente definiamo vuoti) e l'altro non serve a colmare una mancanza, ma ad evidenziare qualcosa che già c'è. A differenza di un puzzle, però, una persona consapevole preserva ciò che ha scoperto di sé, anche qualora l'altro venisse a mancare. Così ci si conosce e incontra, e incastra, per apprendere qualcosa, soprattutto su noi stessi e senza dipendere dall'altro. Indipendenza, poi, non vuol dire abbandono, perché se uno scopre che ha dentro una risorsa non ha più senso andare a cercare altrove. Resta dov'è e moltiplica l'esperienza con chi resta.
      Fabio Privitera
      Composta lunedì 5 ottobre 2015
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        Scritta da: Fabio Privitera
        Quella umana è l'unica specie che può concludere il rituale d'accoppiamento guardandosi negli occhi. Se l'evoluzione ha portato a questa possibilità, la ragione potrebbe essere nel bisogno di una comunicazione diadica, non presente nelle altre specie. Alle volte penso abbiamo perso il senso che ha portato ad evolverci in un modo tanto eccezionale.
        Fabio Privitera
        Composta martedì 6 ottobre 2015
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