Non è vero che chi entra nella mente, nell'anima, non ne esce più. Se è entrato, può anche uscire. La via è sempre la stessa. La porta è sempre quella. Lascerà qualche segno. Più o meno profondo. Segno più segno meno ormai non fa più molta differenza. Perché cicatrizzi va però tolta la causa del male, altrimenti infetta.
Elisabetta Barbara De Sanctis
Composta venerdì 4 ottobre 2013
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    Entrarle nell'anima. Appartenersi. Entrare in quelle stanze in cui nessuno è entrato mai. Diventare per lei quel pensiero che le scorre nel sangue e non da tregua. Essere in ogni suo respiro. Sensazioni uniche. Meravigliose. Speciali. Per questo non bastano le parole. Non basta parlare o scrivere di passione. Si parla di orgasmo dell'anima e si cerca quello del corpo. Non che ci sia nulla di male, ma la gianduia è una cosa, la nutella un'altra. Che confusione, e quanto siamo brave noi donne a credere alle parole! Seguiamo le parole come serpenti incantati dalla melodia, finché non ci svegliamo, ogni volta con un livido in più, pronte a cascarci di nuovo e ancora e ancora. Siamo "emozionomani", drogate di emozioni, pronte a rincorrere il pusher di turno. Forse dovremmo solo ricordarci più spesso che nella donna il punto g è nel cervello, non nelle orecchie.
    Elisabetta Barbara De Sanctis
    Composta lunedì 4 novembre 2013
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