Frasi di Elena Uggè

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Scritta da: Joyeux ipotenusa
Un rumore ripetitivo si maschera di musica,
ma il brindisi di cocktails di anime disvela la realtà:
pagliacci! Almeno lo fossero clown i mortali!
Si cuciono sorrisi, rincorrono le mode,
si vestono da spose che stanno a divorziar.

Credono nell'amicizia, ma non conoscono l'amico,
si fanno maestri d'amore, ma seguono l'istinto.
Il falso cuore: guardate che è solo un organo e
non è il solo a tenerci in vita.
Il cerchio.

Basta, svegliamoci, fratelli:
fuggiamo, creiamo, amiamo poiché
il nostro prossimo è fuori che c'aspetta.
Egli è il povero a cui sovente voltiamo le spalle:
abbracciate l'assassino di vostro fratello e perdonatelo.

"Se avessi li miliardi, darei lo milione alla genta bisognosa!"
Eh, sì è proprio falsa la beneficenza!
e noi? Noi dobbiamo strapparci di tutto,
sposare la nostra Sorella Povertà.
Quale meraviglia poterlo manifestare!

È utopico fratelli! Impossibile amici,
e pure assai ipocrita da me che temo gli sguardi,
ma davvero l'animo mio palpita di questi ideali:
necessito di quel palmo che strappi l'organo
palpitante e che dia libero coraggio d'esprimer il Vero.

Se rimanessimo dei bruchi,
non avverrà mai la metamorfosi del volo!
Elena Uggè
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    Scritta da: Joyeux ipotenusa
    Ritaglio il tempo con un piccolo specchio triangolare. "Ponilo sopra gli esseri senz'anima, figlia mia". Ritaglio lo spazio con un piccolo specchio rettangolare. "Ruota lo specchio intorno a te, ma non riflettere te stessa". Sto creando sequenze, ma sembrano incubi, camuffati da sogno, s'intende. Maestro, perché ci è consentito vedere il nostro volto? V'è forse dolore più grande di vedere un falso riflesso di noi stessi? Un riflesso che neppure appartiene all'altro, nemmeno a me stessa. Scusa, il vetro si è spezzato. Sono una, nessuna e centomila ora.
    Elena Uggè
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