Questo sito contribuisce alla audience di

Quando parlo del non capire. Il non capire non è una prerogativa degli scemi, non è il privilegio degli idioti il non capire.
È l'abbandono. Essere nell'abbandono non significa essere deficienti, significa non essere, smarrire. Non essere più in casa.
Maledette le case, le famiglie, le mogli, i padri, i figli, lo stato, l'anima, Tutto quanto. Vogliamo farla finita con questa fine!?
Facciamola finita con questa fine, perché la fine e il principio son la medesima cosa. Siamo sempre nell'origine, siamo sempre nel senso di colpa... siamo sempre nella parola, non ne usciremmo mai più. Questa non è prosa,
non è nemmeno grazie a Dio quella merda detta poesia. Bisogna fare di se dei capolavori. Io ho trovato da molti anni da molti millenni dentro di me il deserto.
E quindi sono in un deserto che parla a un altro deserto e non più, al deserto dell'altro.
Composta mercoledì 27 ottobre 2010
Vota la frase: Commenta
    Le parole sono in libertà, qualunque tuttologia è cazzata
    e qualunque problema è un falso problema.
    Per una volta tanto qui si sta parlando davvero di cazzate
    finalmente! Era l'ora di riconoscere che si parla sempre
    di cazzate. Questa sera stiamo dicendo, che non stasera
    son cazzate, ma che sempre si parla soltanto di parole
    cioè, di cazzate. Senza che si offenda il fallo!
    Composta lunedì 18 ottobre 2010
    Vota la frase: Commenta