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Le migliori frasi di Antoine-Marie-Roger de Saint-Exupéry

Scrittore e aviatore, nato venerdì 29 giugno 1900 a Lione (Francia), morto lunedì 31 luglio 1944 a Mar Tirreno (Francia)
Questo autore lo trovi anche in Racconti.

Scritta da: Edoardo Grimoldi
Si, nella vita ci sono uomini fiacchi, incapaci di superarsi. Di una felicità mediocre fanno la loro felicità, dopo aver soffocato la parte migliore di sé. Essi si fermano in una locanda per tutta la vita. Si coprono d'infamia. Essi chiamano felicità il marciume sulle loro misere provviste. Rifiutano di avere dei nemici al di fuori e dentro di sé. Rinunciano ad ascoltare la voce di Dio che è necessità, ricerca e sete indicibile. Ma io ti prego per me: svegliami, Signore. Alla vita viva.
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    Oh, piccolo principe, ho capito a poco a poco la tua piccola vita malinconica.
    Per molto tempo tu non avevi avuto per distrazione che la dolcezza dei tramonti.
    Ho appreso questo nuovo particolare il quarto giorno, al mattino, quando mi hai detto:
    "Mi piacciono tanto i tramonti. Andiamo a vedere un tramonto..."
    "Ma bisogna aspettare..."
    "Aspettare che?"
    "Che il sole tramonti..."
    Da prima hai avuto un'aria molto sorpresa, e poi hai riso di te stesso e mi hai detto:
    "Mi credo sempre a casa mia!..."
    Infatti. Quando negli Stati Uniti è mezzogiorno tutto il mondo sa che il sole tramonta sulla Francia.
    Basterebbe poter andare in Francia in un minuto per assistere al tramonto. Sfortunatamente la Francia è troppo lontana. Ma sul tuo piccolo pianeta ti bastava spostare la tua sedia di qualche passo. E guardavi il crepuscolo tutte le volte che volevi...
    "Un giorno ho visto il sole tramontare quarantatré volte!"
    E più tardi hai soggiunto:
    "Sai... quando si è molto tristi si amano i tramonti..."
    "Il giorno delle quarantatré volte eri tanto triste?"
    Ma il piccolo principe non rispose.
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      "Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che saranno ridere!"
      E rise ancora.
      "E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per piacere... e i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai" Sì, le stelle mi fanno ridere! "E ti crederanno pazzo. T'avrò fatto un brutto scherzo..."
      e rise ancora.
      "Sarà come se t'avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere..."
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