Scritta da: Silvana Stremiz
Sai ogni tanto ti penso e mi rendo conto di aver fatto lo sbaglio più grande della mia vita. Avrei dovuto dirti quanto eri importante per me quando ne avevo la possibilità. Adesso non posso più farlo... avrei dovuto dirti ti amo quando tu mi scrutavi con i tuoi occhi, ma avevo paura di non riuscirti a dare ciò che meritavi. Ti amo... scusami.
Anonimo
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    La solitudine, la ricordo bene...
    È come un orrendo incubo, l'incubo di vagare in mezzo al buio infinito, senza saperne uscire... un buio in cui gli unici rumori che senti sono le tue lacrime che scivolano a terra e le risate lontane della gente... e vaghi, soffri, ma non c'è nessuno che ti aiuti, nessuno che ti tenda un piccolo raggio di luce.
    Poi, di colpo, senza saperne il motivo, ti svegli! Tutto diventa luminoso, senti il cuore che salta dalla gioia... con un sorriso finalmente vero ti guardi intorno per ringraziare la persona che ti ha svegliato, ma con stupore ti accorgi che da ringraziare sei solo te stesso!
    Anonimo
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      Io ho imparato a pensare alla solitudine come ad un'altra persona, mia amica intima, gelosa e che non vuole nessun altro tra i piedi... una persona di cui puoi fidarti, non come certi "amici" falsi e traditori che mi hanno portato a questa condizione... ora posso stare tranquillo perché lei non mi tradirebbe mai... anzi adesso è avere gente intorno che mi dà fastidio.
      Anonimo
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