Ti ricordi quando... ti ricordi come... ed io che non ascolto, non ho interesse, e dico si comunque ad ogni cosa, io che sono stanco anche della mia stanchezza, io che non ho ricordi da conservare e non faccio nessuno sforzo per averne, non con te.
E dopo un po' alzi i tacchi e muovi il tuo bel culo, gira con te il cappotto, la ruota del pavone, con una fuga svelta riporti a casa la tua rabbia ed il tuo orgoglio, il tuo pensare d'essere nel giusto, e lasci me da solo a chiedere al resto del bicchiere di non finire mai.
Alexandre Cuissardes
Composta lunedì 29 agosto 2011
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    040111 io di traverso sul letto, a scrivere e correggere i miei pensieri della giornata, dal televisore più luce che parole, seduta in fondo al letto regina parla al telefono, col suo spagnolo veloce, dialettale, un accappatoio celeste, i pantaloni del pigiama, pronta a sciogliersi i capelli, a cambiare tono di voce nel rispondere all'altro telefono, pronta a vestirsi di poco nero a rete, ad essere diversa, io, ospite per caso pronto a non vedere, non sentire, non sapere, ed aspettare.
    Alexandre Cuissardes
    Composta lunedì 8 agosto 2011
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