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Scritta da: aLo
Le ovvie coincidenze che si presentano nei giorni un po' insicuri, perché noi le abbiamo desiderate.
Torniamo a domandarci perché le nostre vite si amano con quelle degli altri come noi.
A volte le risposte si svelano da sole del perché necessitiamo ragioni per morire, o vivere per altri venti anni o giù di lì, in quanto siamo poveri di fragole.
E quando non avremo più canzoni da cantare, le penne stilografiche rimeranno nuovi affanni, ma se ci accorgeremo che ci rendono più degni, le accoglieremo come fossero farfalle d'altri tempi.
L'istante in cui si accenderà il motore un'altra volta, sarà coalimentato da ragioni e da nonsensi, e se disegneremo strisce nere sull'asfalto, sarà la prova della nostra buia accesa ripartenza.
Applicheremo lenti a contatto colorate, per mascherare un altro po' le nostre anime maldestre.
Composta sabato 4 luglio 2009
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    Scritta da: aLo
    La tristezza non è reale, è il riflesso del nostro istinto, quello umano che ci è costretto, quello che ci porta sotto.
    Noi che tendiamo al lieto fine, veniamo maledetti nel viaggio, capitani di vascelli che affonderanno d'orgoglio
    ci svegliamo più vecchi, e non più saggi. Mai più saggi. Ed è tutto buono e giusto, perché c'è un purgatorio che ci aspetta, e a noi basta, e la morte ci hanno addestrato a festeggiarla, per scongiurarla, per ignorarla.
    Composta giovedì 30 dicembre 2010
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